Menu Close Menu

Alghe in piscina: un problema
diffuso

12 luglio 2021

Le alghe rappresentano sempre un problema, quando si tratta di una piscina. Non certo dal punto di vista della salute dei bagnanti, che la presenza di alghe non mette assolutamente in pericolo, ma sicuramente dal punto di vista estetico.

 

INDICE

  1. Cosa sono le alghe?
  2. Alghe in piscina: perché e come si formano
  3. Antialghe per piscina: consigli utili
  4. Conclusioni

Cosa sono le alghe?

Come sempre, per evitare un problema bisogna conoscerlo. Le alghe sono piante inferiori uni o pluricellulari, di dimensioni e complessità variabili, fornite di clorofilla e spesso di altri pigmenti.

Vivono in genere nell’acqua o in ambienti molto umidi. Vengono definite piante inferiori perchè non hanno sviluppato nè fusto e nè radici vere e proprie come le piante superiori. Circa tre miliardi di anni fa si svilupparono le alghe azzurre, i più antichi e primitivi organismi che si conoscano.

Allo sviluppo delle alghe azzurre fecero seguito la formazione di un’atmosfera e la colonizzazione dello strato più superficiale delle acque. Tale colonizzazione venne effettuata, oltre che dalle stesse alghe azzurre, anche da altri tipi di alghe che si svilupparono successivamente, alcune delle quali sono giunte fino ai nostri giorni, le alghe verdi quelle brune e quelle rosse.

Le alghe furono per quasi 2, 5 miliardi di anni gli unici vegetali presenti sulla terra. Hanno sviluppato quindi una adattabilità all’ambiente molto forte, che consente loro di resistere alle normali aggressioni ambientali. Nella loro lunga storia evolutiva, infatti, durata miliardi di anni, molte specie di alghe hanno trovato modo di sopravvivere anche in condizioni di vita sfavorevoli.

Possiamo distinguere le seguenti tipologie di alghe:

  • Cianofite (alghe azzurre);
  • Pirrofite, Crisofite; Euglenofite e Clorofite (alghe verdi);
  • Feofite (alghe brune);
  • Rodofite (alghe rosse)

Alghe in piscina: perché e come si formano

Le alghe in piscina appaiono improvvisamente e sembrano generarsi da sole all’interno della vasca. In realtà le loro strutture riproduttive, minuscole spore del tutto invisibili, sono facilmente trasportabili dal vento, dagli animali e dall’acqua stessa di riempimento.

Una loro indesiderata proliferazione è di norma legata alle condizioni ottimali di crescita che le alghe possono incontrare in piscina, come ad esempio un eccesso di azoto, soprattutto sotto forma di nitrati, di fosforo, soprattutto sotto forma di fosfati, ed una elevata esposizione alla luce, che favorisce la fotosintesi.

I problemi legati alle alghe si manifestano principalmente attraverso le seguenti situazioni:

  • Alghe in sospensione: l’acqua si presenta verde e torbida.
  • Alghe verdi sulle pareti: l’acqua è velata, comunque non torbida, ma il fondo e le pareti sono scivolose e presentano localmente macchie verdi.
  • Alghe scure: si presentano come macchie nere intense che sfumano radialmente verso colorazioni grigiastre, generalmente fissate sulle superfici.

In alcuni casi compaiono le alghe rosse, solitamente sulle pareti all’interno delle canaline di sfioro, in zone meno esposte alla luce.

Le alghe hanno bisogno di un substrato ruvido al quale “aggrapparsi”. Non si attaccano facilmente alle superfici lisce delle piastrelle, a meno che queste ultime non siano ricoperte di uno strato di calcare, ma si formano sulle fughe di cemento tra una piastrella e l’altra o sulle parti del rivestimento in pvc ricoperto di calcare o ruvido. Il calcare rappresenta, per questo motivo, un pericolo da evitare con un’accurata pulizia delle superfici (mattonelle o liner che sia) della piscina ad inizio stagione.

Durante il periodo di attività della piscina, è importante far attenzione alla concentrazione del cloro, che non deve mai essere troppo basso, e ai valori del PH, che non deve mai essere troppo elevato, per far sì che non si verifichi un ambiente idoneo alla crescita di questi organismi vegetali che, lo ricordiamo, possono anche essere monocellulari, e quindi molto piccoli e di difficile rimozione.

Le alghe, inoltre, sviluppano potenti capacità di adattamento, imparando a resistere al cloro ed ai prodotti antialghe. Vanno quindi messi in atto tutti gli accorgimenti possibili per far sì che le spore non possano attecchire e che, se presenti, vengano debellate, impregnando le possibili superfici attaccabili con concentrazioni di cloro molto elevate, ad esempio, prima di riempire la vasca.

Un altro accorgimento fondamentale è la costante pulizia della vasca, effettuata possibilmente con robot automatici. Quando, infatti, il problema si presenta in modo evidente, spesso la rimozione meccanica diventa l’unico metodo efficace per debellarlo.

Antialghe per piscina: prodotti e consigli

Esistono sul mercato prodotti cosiddetti “antialghe”, formulati con lo scopo di ostacolare la formazione e lo sviluppo delle alghe in piscina. Questi prodotti non sostituiscono un corretto bilanciamento di cloro e pH, ma devono sempre essere utilizzati come supporto ad una corretta manutenzione della piscina.

La formulazione dei prodotti antialghe è molto variegata e solitamente è a base di sali quaternari di ammonio. Spesso però i prodotti antialghe, per essere maggiormente efficaci, contengono metalli, soprattutto rame e lantanio.

I metalli, in particolare il rame, sono riconosciuti come dannosi per gli esseri umani ed in molti Paesi europei è già stato bandito da tutti i prodotti per il trattamento dell’acqua. Il rame rientra infatti tra le sostanze che la Commissione EU ha deciso di vietare nei prossimi anni.

I prodotti antialghe correttamente formulati possono costituire un valido aiuto nella gestione ordinaria della piscina, così come in quella straordinaria della stagione invernale. E’ però di fondamentale importanza mantenere un basso ma costante dosaggio, poiché i prodotti antialghe hanno una limitata efficacia come trattamento d’urto quando le alghe sono già presenti.

Conclusioni
I prodotti antialghe sono un valido aiuto nella conduzione della piscina ma vanno sempre abbinati ad una corretta gestione dei valori di cloro e pH e ad una accurata pulizia della vasca. E’ importante controllare che non contengano sostanze dannose, anche se maggiormente efficaci, quali il rame o altri metalli. Vanno dosati con costanza, alle dosi consigliate.